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Le scuole clandestine per ragazze sfidano i divieti dei Talebani

(Kevin Sieff, The Washington Post, 25 aprile 2012)

Tutte le mattine a Spina, villaggio dell’Afghanistan orientale, circa cinquanta ragazze sgusciano di soppiatto attraverso un’apertura in un muro di fango, sfidando così un editto talebano.
Una scuola finanziata dagli USA a poco più di un chilometro di distanza è stata distrutta dai Talebani nel 2007, solo due anni dopo la sua inaugurazione. I fondamentalisti hanno poi avvisato chiaramente la popolazione che non importa il nuovo governo di Kabul o gli sforzi internazionali compiuti per l’istruzione delle ragazze: le ragazze delle famiglie di Spina dovevano stare a casa.

E per un po’, tutti hanno obbedito.

Ma poi, due fratelli di una delle poche famiglie con un po’ di istruzione nel villaggio hanno cominciato in sordina a insegnare un po’ di matematica, di lettura e scrittura alle ragazze loro parenti, in una stanza in un edificio decentrato al confine del villaggio. Nelle loro intenzioni queste lezioni dovevano restare limitate a poche ragazze – raccontano – in modo da sfuggire ai controlli dei Talebani. Ma presto si è visto che era impossibile.

Negli ultimi dieci anni, gli Stati Uniti e i loro alleati hanno speso milioni di dollari per finanziare l’istruzione delle ragazze, e i politici afgani e internazionali hanno sottolineato i miglioramenti in questo campo come uno dei cambiamenti più promettenti dell’era post talebana. Secondo le stime del Ministero dell’Istruzione pubblica afgano, il numero di ragazze iscritte nelle scuole pubbliche è salito da 5000 del tempo del regime talebano a circa due milioni e mezzo.

Ma l’Afghanistan è pieno di posti come Spina, dove tutti gli sforzi compiuti per offrire istruzione alle ragazze si sono alla fine sbricolati. Quasi due milioni di ragazze in età scolare non vanno a scuola, e le ragazze che ci vanno vengono spesso minacciate.
Secondo un portavoce del Ministro dell’Istruzione, Amanullah Iman, la settimana scorsa, fondamentalisti hanno intossicato più di 100 ragazze di una scuola del Nord dell’Afghanistan. Mentre si cerca di individuare i colpevoli, le ragazze fortunamente si stanno rimettendo.

Vidhya Ganesh, direttore dell’UNICEF per l’Afghanistan, fa notare che, negli ultimi mesi, molte scuole nella regione orientale dell’Afghanistan sono state chiuse a causa delle minacce, invertendo quella che era una tendenza positiva (all’apertura di nuove scuole).

I fondamentalisti hanno obbligato alla chiusura decine di scuole femminili, a partire dal 2005 circa, quando le milizie talebane hanno cominciato a rientrare nel paese. La maggior parte di quelle scuole, costruite con finanziamenti degli Stati Uniti, non riapriranno mai più. In alcuni villaggi, le scuole hanno continuato nella clandestinità, nascoste in locali segreti o nelle pensioni, come era successo durante il regime dei Talebani.
“E’ pericoloso per gli insegnanti ed è pericoloso per le studentesse, ma queste scuole clandestine dimostrano quanta sete di istruzione ci sia sotto i Talebani” dice Shukriya Barakzai, una deputata che a sua volta aveva insegnato in una scuola segreta quando Kabul era sotto il controllo talebano negli anni Novanta del Novecento.
“Non è molto diverso da com’era in quegli anni” dice uno dei due fratelli-insegnanti del villaggio di Spina, infestato di Talebani. “Siamo ben distanti da ogni democrazia o libertà.”

[Per continuare a leggere l’articolo in inglese, vai al sito del Washington Post]

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