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Le grida degli Afghani non vengono ascoltate

Che razza di mondo è questo che continua a firmare accordi di guerra?”

Da: RawaNews – Huffington Post

Di Kathy Kelly

Lo scorso weekend, a Kabul, alcuni amici dei Volontari per la Pace in Afghanistan si sono raccolti nell’ultima stanza della loro umile dimora. Mentre si udivano gli echi delle bombe e della guerriglia che si svolgeva a solo tre caseggiati di distanza, una telecamera digitale riprendeva i loro sguardi e le loro storie.

Questo video ci mostra come gli Afghani siano costantemente in ansia. Ecco cosa abbiamo saputo dai loro racconti: Ghulam si sveglia di soprassalto, dopo mezzanotte, e comincia a camminare su e giù gridando nella stanza in cui altra gente sta dormendo. Poco dopo cena, Ali scoppia a piangere improvvisamente e si siede fuori, in cortile. Solo la luna e le stelle riescono a dargli un po’ di conforto. E qualcuno si chiede ancora come mai c’è gente che può arrivare ad uccidere o ad uccidersi per questioni che vengono così facilmente manipolate dai politici.

Ho chiesto al nostro amico Hakim, che fa da guida ai Volontari per la Pace in Afghanistan, se il popolo afghano è al corrente del fatto che in tutto il paese esistono più di 400 basi militari statunitensi e che gli USA stanno pianificando la costruzione a Kabul di quella che diventerà la più grande ambasciata statunitense del mondo. Hakim ritiene che i giovani di Kabul siano perfettamente a conoscenza di tutto ciò. Allora gli ho domandato: “Sanno che le forze aeree statunitensi hanno ingaggiato da 60.000 a 70.000 analisti per studiare tutte le informazioni che vengono raccolte attraverso la sorveglianza aerea? Il metraggio del filmato è equivalente a 58.000 lungometraggi. La Rand Corporation afferma che ci vogliono almeno 100.000 analisti per capire quali sono i ‘modelli di vita’ in Afghanistan”.

La risposta di Hakim è veloce e tagliente: “Ghulam farebbe a questi analisti una domanda alla quale non sarebbero in grado di rispondere con le loro sorveglianze aeree, una domanda che ha molto a che fare con i loro interessi, ‘il terrore’: ‘Possibile che non riusciate a capire perché ho urlato?’”.

Due giorni fa, Hakim è stato intervistato in merito alla continuazione dell’occupazione militare in Afghanistan. “Se non si bloccano gli accordi che i governi degli USA, dell’Australia e di altri paesi stanno prendendo su una strategia di guerra a lungo termine in Afghanistan”, ha risposto Hakim, “assisteremo ad un notevole incremento della violenza in tutta questa parte del mondo – nell’Asia del Sud – o addirittura ad una guerra permanente, molto più seria degli attacchi che si stanno attualmente verificando a Kabul”.

Questi analisti potrebbero comprendere i veri “modelli di vita” in Afghanistan mescolandosi con gli Afghani, entrando nelle loro case e camminando per le strade, disarmati.

 

In questo modo, utilizzerebbero molto meno il denaro delle tasche dei contribuenti ed avrebbero nel contempo una visione reale e veritiera della vita quotidiana in Afghanistan. Se interagissero direttamente con la gente afghana invece di sorvegliarla dall’alto, potrebbero studiare molto meglio “il terrorismo”, che si suppone sia il loro obiettivo.

Cosa accadrebbe se potessero sperimentare la stessa frustrazione che provano gli Afghani quando i convogli militari che trasportano carburante e generi alimentari per i soldati statunitensi attraversano gli squallidi campi profughi in cui i bambini muoiono di fame e di freddo? (250 bambini muoiono di fame ogni giorno e 40 sono morti di freddo dal gennaio 2012).

Ancora Hakim: “Capirebbero velocemente, anche solo attraverso un rapido studio effettuato da un ‘non analista’, che gli Afghani sono furibondi con i soldati statunitensi che urinano sui cadaveri come lo sono i cittadini degli USA quando la polizia spruzza il pepe addosso agli studenti nei college. Capirebbero che, proprio come i cittadini degli USA non potrebbero nemmeno immaginare di vivere sotto un’invasione dell’esercito messicano, i cittadini afghani, inclusi coloro che vengono etichettati come ‘insorti’, non amano le armi straniere. Nessuna forza speciale che rimanga perennemente nel paese dopo il 2014 riuscirebbe a fare amare agli Afghani le armi straniere. Tuttavia, questo è ciò che prevede l’Accordo di Guerra Strategico fra USA e Afghanistan con almeno 4 miliardi di dollari all’anno che verranno utilizzati solo per le forze di sicurezza afghane”.

Il sedicenne Ali si rende perfettamente conto che l’accordo approntato al summit della NATO non attiverà il ritiro delle truppe straniere. Questa percezione è causa di una sfiducia mortale. Ali sa che con un’ulteriore occupazione straniera a lungo termine, i bombardamenti e le uccisioni continueranno.

“È una strategia ‘occhio per occhio’”, afferma Hakim, “un soldato USA per un talebano, i dollari per le rupie e tutte quelle insensibili decisioni umane che fanno piangere Ali. Tuttavia, l’apparato militare e militante non possiede orecchie umane, possiede solo bombe. Perciò, quando ci sono stati i recenti attacchi a Kabul – come si può vedere nei momenti veramente ‘umani’ del video – i giovani afghani rannicchiati in una stanza si sentivano rassicurati e felici nell’udire le voci degli attivisti che chiedevano loro come stavano. ‘Allora qualcuno si preoccupa! Qualcuno ascolta!’”.

Ogni giorno Ghulam studia, cucina, lava i piatti e vive normalmente. Ma in alcune notti, fra il torpore degli incubi, anche se le intelligenti spie da milioni di dollari non possono sentirlo, Ghulam grida inconsciamente: “Che razza di mondo è questo che continua a firmare accordi di guerra?”.

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