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IL GOVERNO DEGLI STATI UNITI NEGA IL VISTO D’INGRESSO ALL’ATTIVISTA AFGHANA PER I DIRITTI DELLE DONNE E AUTRICE MALALAI JOYA

Da Common Dreams.org

NATIONWIDE – 17 marzo

Gli Stati Uniti hanno negato il visto a Malalai Joya, acclamata attivista per i diritti delle donne ed ex membro del parlamento afghano. Malalai Joya, annoverata dalla rivista Time fra i 100 personaggi più influenti al mondo dell’anno 2010, ha in programma un tour di tre settimane negli USA per promuovere l’edizione aggiornata del suo libro “Una donna tra i signori della guerra” – titolo inglese – pubblicata da Scribner, casa editrice di Simon & Schuster (in Italiano: “Finché avrò voce” – Piemme Edizioni).

L’editore di Joya Alexis Gargagliano afferma: “Abbiamo avuto il privilegio di pubblicare gli scritti di Malalai Joya e il suo precedente tour promozionale del 2009 è stato molto apprezzato. Il diritto degli autori di viaggiare e promuovere il loro lavoro è fondamentale per la libertà d’espressione e lo scambio di idee ed opinioni”. La storia di Joya è stata tradotta in almeno dodici lingue e negli ultimi due anni ha viaggiato in molti paesi fra cui Australia, Regno Unito, Canada, Norvegia, Germania, Italia, Spagna, Portogallo, Francia e Olanda per far conoscere il suo libro.

Alcuni colleghi di Joya riportano che l’ambasciata statunitense le ha rifiutato il visto perché “disoccupata” e “clandestina”. A soli 27 anni, Joya è stata la donna più giovane eletta nel parlamento afghano nel 2005. Le sue dure critiche verso i signori della guerra e i fondamentalisti afghani le hanno causato almeno cinque tentativi di assassinio. “Il motivo per cui Joya vive clandestinamente è perché deve costantemente affrontare minacce di morte per aver avuto il coraggio di alzare la sua voce in difesa dei diritti delle donne. È vergognoso che il governo degli Stati Uniti le impedisca l’ingesso”, ha dichiarato Sonali Kolhatkar della Missione delle Donne Afghane (Afghan Women’s Mission), un’organizzazione statunitense che ha ospitato Joya in passato ed è promotrice del tour previsto per quest’anno.

 Joya è anche conosciuta a livello internazionale per le sue severe critiche nei confronti della guerra USA-NATO in Afghanistan. Secondo gli organizzatori, il rifiuto di accordare il visto a Joya sembra essere un caso che l’Unione per le Libertà Civili Americane definisce “esclusione ideologica”, poiché di fatto viola il diritto del Primo Emendamento di ascoltare discorsi protetti costituzionalmente rifiutando l’ingresso negli Stati Uniti a studenti, artisti, politici e altri personaggi stranieri.

Il tour promozionale di Malalai Joya, programmato dal 20 marzo al 10 aprile, prevede incontri a New York, in New Jersey, a Wasghinton DC, in Maryland, Massachusetts, Vermont, New Hampshire, Pennsylvania, Illinois, Minnesota, Oregon e California. Gli organizzatori del suo tour incoraggiano tutti a contattare il Dipartimento di Stato americano e ad insistere perché si realizzi la promessa dell’amministrazione Obama di promuovere “il mercato globale delle idee” e concedere immediatamente il visto a Malalai Joya.

Elogi per Malalai Joya e per “Finché avrò voce”:

  • “La più giovane e più famosa di tutte le donne nel parlamento afghano… un potente simbolo di cambiamento” – Guardian
  • “Una donna coraggiosa” – The Times
  • “Uno dei pochi simboli di speranza per il futuro dell’Afghanistan” – New Statesman
  • “E’ semplicemente la più appassionata e devastante critica sull’intervento occidentale in Afghanistan che abbia mai letto” – Peace News
  • “Si è esposta come poche donne afghane osano fare” – New York Times
  • “Malalai Joya ci trasmette la speranza che il tormentato popolo afghano possa prendere in mano il proprio destino se libero dalla morsa delle potenze straniere” – Noam Chomsky
  • “Risoluta nella missione di portare la vera democrazia nel suo paese… Molte donne hanno camminato per miglia e miglia solo per toccarla. Per loro costituisce l’unica vera speranza per un futuro migliore” – Telegraph
  • “Joya è un modello per tutte le donne che cercano di rendere questo mondo più giusto” – Sei donne Premio Nobel
  • “La sofferenza e il coraggio di Joya sono autentici e si possono percepire in quasi tutte le pagine” – Christina Lamb – Sunday Times
  • “Un affascinante resoconto della realtà politica afghana… Malalai Joya è stata paragonata alla birmana Aung San Suu Kyi”.
  • “Malalai Joya è una forte difensora dei diritti umani e una potente voce per le donne afghane” – Human Rights Watch
  • “Eroica” – John Pilger
  • “Straordinaria” – The Independent

Defense Committee for Malalai Joya (DCMJ)

http://www.malalaijoya.com

http://www.facebook.com/joya.malalai

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