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Attentato ad hotel di Kabul: elicotteri NATO uccidono talebani

Elicotteri NATO intervengono uccidendo tre militanti per porre fine allo scontro durato cinque ore con attentatori suicida e uomini armati in un hotel della capitale afghana.

29 Giugno 2011 – da: BBC NEWS

Nell’attentato all’hotel Intercontinental, frequentato da occidentali, sono morti 6 attentatori, due poliziotti e 11 civili, inclusa una persona di origine spagnola.

Secondo un funzionario della sicurezza, per accedere all’hotel, di solito strettamente controllato, i militanti potrebbero aver approfittato dei lavori di ristrutturazione in corso.

Un portavoce talebano afferma che gli autori sono un gruppo di insorti.

Il parere di alcuni funzionari dei ministeri dell’interno e della difesa è che l’accaduto ha tutte le caratteristiche di un attacco tipico della rete Haqqani, gruppo strettamente legato ai Talebani ma che opera in modo indipendente.

Panico

Il Presidente Karzai ha condannato l’attentato, affermando che gli insorti gioiscono nel versare sangue innocente, ma che incidenti simili non rallenteranno il processo di transizione di responsabilità dalla Nato alle forze di sicurezza afghane.

Mentre il sole sorgeva su Kabul, fumo e fiamme provenivano dall’hotel.

I funzionari della sicurezza afghana riportano che l’edificio è stato preso d’assalto da almeno nove militanti, in seguito tutti deceduti.

Tra i morti ci sono anche un giudice provinciale, dei camerieri e alcuni musicisti che suonavano all’hotel.

Inoltre, le persone ferite sono almeno otto, inclusi due membri neozelandesi delle forze speciali Isaf con “moderate” lesioni.

L’attentato è iniziato mentre molti ospiti si trovavano nella sala da pranzo.

Secondo i funzionari afghani, un attentatore suicida si è fatto esplodere davanti all’hotel e un altro al secondo piano.

Il panico è dilagato immediatamente fra gli ospiti, inclusi coloro che stavano partecipando ad una festa di matrimonio.

Nascosto in una stanza dell’hotel

Un funzionario della provincia settentrionale di Takhar ha riferito alla BBC di aver visto correre verso l’hotel uomini armati di granate e mitragliatrici. Ha aggiunto che il suo amico Mawli Hamdullah, un giudice provinciale, è stato ucciso.

La polizia e i militari afghani hanno isolato l’hotel e staccato l’elettricità, mentre le forze di sicurezza utilizzavano apparecchi di illuminazione notturna.

Il corrispondente della BBC a Kabul, Bilal Sarwary, racconta che si potevano udire rumori di sparatorie ed esplosioni a ben 5 km di distanza.

Un militante è stato ucciso dalle forze di sicurezza che cercavano di entrare nell’hotel.

Quando tre attentatori sono saliti sul tetto, gli ufficiali afghani hanno chiesto aiuto alle forze Nato-Isaf.

Il Maggiore Tim James, portavoce dell’Isaf, ha dichiarato che le persone uccise dagli elicotteri Nato sul tetto dell’hotel, sembravano indossare indumenti “da suicidio”.

Il capo della polizia di Kabul Gen Ayub Salangi riporta che uno degli attentatori ha cercato di salvarsi nascondendosi in una stanza dell’hotel. Si è fatto esplodere alle 7.00 circa – ora locale – quando lo scontro sembrava ormai terminato, uccidendo due poliziotti e un ospite spagnolo e ferendo altre tre persone. Aggiunge che lo Spagnolo aveva cercato di ritornare nella sua stanza, incurante delle indicazioni trasmesse dalle forze di sicurezza. In seguito, il ministro degli esteri spagnolo ha confermato che un cittadino spagnolo aveva perso la vita nell’attentato: si trattava un pilota di linee aeree.

Un ufficiale afghano ha visto che gli attentatori erano muniti di granate a mano e granate a razzo.

Obiettivo dell’attentato

Gen Salangi afferma che la sua radiomobile blindata è stata colpita più di 30 volte e i finestrini sono andati in frantumi.

Secondo fonti ufficiali, l’obiettivo dell’attentato potrebbe essere stato un incontro dei governatori delle province in corso presso l’hotel. Inoltre, l’attentato è avvenuto esattamente la notte prima dell’inizio di una conferenza relativa alla transizione della sicurezza.

I corrispondenti affermano che l’Intercontinental, che non fa parte della catena di hotel internazionali che porta lo stesso nome, era uno degli hotel più presidiati e controllati di Kabul, ma i militanti potrebbero aver approfittato di eventuali lacune nella sicurezza causate dai lavori di ristrutturazione in corso presso l’edificio.

Sembra che i ribelli utilizzino ogni mezzo possibile per infiltrarsi nelle aree sotto stretta sorveglianza. In questo caso potrebbero essersi travestiti da operai o da tecnici.

Il dipartimento di stato degli Stati Uniti ha condannato questo attacco affermando che dimostra “il completo disprezzo per la vita umana da parte dei terroristi”.

La città di Kabul – che ha visto molti attentati negli ultimi anni – durante quest’anno non aveva ancora segnalato attacchi rilevanti. Tuttavia, dopo l’uccisione di Osama Bin Laden avvenuta in Pakistan il 2 maggio e con il sorgere dell’ “offensiva talebana di primavera”, la violenza sta ora aumentando nell’intero Paese.

Nel gennaio 2008 i militanti avevano preso d’assalto il Serena, il più lussuoso hotel della capitale, uccidendo otto persone tra cui un Americano, un Norvegese e una donna filippina.

ANALISI

di Jonathan Marcus – Corrispondente diplomatico della BBC

Ancora una volta emergono dubbi sulla reale efficienza delle forze di sicurezza afghane. Il fatto che ad un elicottero della NATO sia stato richiesto di uccidere gli attentatori che si trovavano sul tetto dell’hotel, rafforza la supposizione che la polizia e le forze militari afghane non siano in grado di operare da sole in modo efficace.

Per meglio comprendere la situazione è comunque necessario effettuare un’analisi più dettagliata dell’accaduto.

Tuttavia, al di là dell’immediato impatto psicologico legato all’attentato, si evidenziano alcuni segnali curiosi.

La NATO continua a mantenere una certa pressione militare sulle forze talebane, uccidendo un gran numero di comandanti, nello sforzo di convincere la loro leadership che l’unica soluzione è la negoziazione. Dall’altra parte, i Talebani organizzano attentati simili a questo allo scopo di sottolineare che non si sentono e non sono assolutamente sconfitti e che i loro obiettivi si estendono fino a raggiungere la stessa capitale.

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