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APPUNTI SULLA MORTE DI OSAMA BIN LADEN

Senza dubbio ci sarà tempo per riflettere più a fondo sulle parole pronunciate dal presidente Obama la notte scorsa. Al momento, penso sia utile annotare alcuni punti del suo discorso.

Da THE NEW YORKER – 2.5.2011 – Articolo di Steve Coll

compound 300x172Dove è stato trovato Osama:
Abbottabad è una città militare in Pakistan, sulle colline a nord della capitale Islamabad, una regione prevalentemente sotto il controllo dell´esercito pakistano e abitata da ex ufficiali.
Sebbene si trovi tecnicamente in quella che veniva chiamata la Northwest Frontier Province, la Provincia della Frontiera del Nord Ovest, la città è situata nella parte orientale della provincia, tra la regione del Kashmir sotto controllo pakistano e la città di confine, Peshawar. Abbottabad è nota per essere la sede della Pakistan Military Academy, la principale accademia di addestramento militare dell´esercito pakistano insieme a quella di West Point. Dalla cartina geografica e dalle immagini satellitari diffuse in rete la scorsa notte, si nota come l´enorme accademia militare si trovi in realtà a poche miglia di distanza dalla villa-fortino milionaria e super blindata costruita nel 2005 in cui Bin Laden ha vissuto negli ultimi anni. Nelle cartine che ho consultato ci sono alcuni terreni segnalati come `zone ad accesso limitato´, ovvero sotto il controllo militare. Sembra impossibile che una villa-fortino di tali dimensioni possa essere stata costruita e occupata da Bin Laden per sei anni senza destare alcun sospetto tra gli ufficiali dell´esercito pakistano.

Le prime prove suggerirebbero addirittura il contrario, ovvero che Bin Laden si sarebbe stabilito in quella casa sotto la protezione del governo pakistano. Il Pakistan negherà tutto, non è difficile prevederlo, e forse nessuna prova tangibile che confermi tale sospetto verrà mai a galla. Tuttavia, se io fossi un procuratore al Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, non ci penserei due volte prima di interpellare un gran gurì. Chi possedeva il territorio sul quale è stata costruita la villa-fortino? Con che modalità e da chi è stato acquisito il terreno? Chi ha progettato la villa-fortino che sembra essere stata costruita appositamente per proteggere Bin Laden? Chi era il principale appaltatore? Chi ha installato il sistema di sicurezza? Chi vi lavorara all´interno? Ci sono testimoni che possono fornire informazioni relative a chi facesse visita all´abitazione, con quale frequenza e per quale motivo? Queste domande sono rilevanti non solo per le vittime dell´11 Settembre che da anni chiedono giustizia ma anche per tutte le vittime degli attacchi terroristici ideati o ispirati da Bin Laden durante gli anni della sua permanenza ad Abbottabad; tra queste vi sono numerosi pachistani, afgani, indiani, giordani, e inglesi, tutti soggetti per la legge criminale americana.

 

Oltre al Dipartimento di Giustizia, sono molti altri i dipartimenti del governo degli Stati Uniti che probabilmente non forniranno alcuna prova che implichi un coinvolgimento del governo pakistano o dell´intelligence, l´ISI, nell´aver protetto Bin Laden. Come sempre, sono molti i pesci da friggere ad Islamabad e nel quartiere generale dell´esercito pachistano, nella vicina Rawalpindi: tra questi vi è l´exit strategy dall´Afghansitan realizzabile solo tramite un difficilissimo e complicato accordo di cooperazione da parte del Pakistan; la questione del nucleare; e così via.
L´esercito pakistano e il servizio di intelligence corre rischi che in pochi oserebbero correre in quanto i generali pakistani si ritengono al sicuro da un eventuale tentativo di rovesciamento del regime simile a quello che sta avvenendo in Libya proprio grazie ai propri deterrenti nucleari, e poi, perchè hanno scoperto pochi anni fa che il resto del mondo li considera troppo potenti per fallire.
Sfortunatamente, la loro analisi non è poi così errata; alcuni paesi, così come alcune banche d´affari, pongono rischi sistematici così grandi che difficilmente falliscono, e il Pakistan è attualmente l´ A.I.G. (American International Group)degli stati-nazione.
Tuttavia questo non dovrebbe fermare i procuratori del Dipartimento di Giustizia americano dal seguire anche in questo caso le leggi, esattamente come farebbero qualora il nascondiglio di un killer di massa qualsiasi venisse scoperto.
Probabilmente il Mullah Omar e il numero due di Al Quaeda, Ayman al-Zawahiri, hanno anch´essi trovato rifugio in Pakistan. Alcune fonti ufficiali americane sostengono che l´esercito pakistano e l´intelligence sanno esattamente dove si trova il Mullah Omar. Forse la prova inconfutabile nel caso di Bin Laden è fuorviante; solo un soggetto invisibile avrebbe poturo fuggire alle accurate indagini condotte dalle autorità pakistane nella caccia al famoso latitante e vivere così a lungo sotto gli occhi dell´esercito pakistano senza destare alcun sospetto. Un´indagine così trasparente è difficile che venga condotta in futuro.

Con chi viveva bin Laden:
Secondo quanto riferito finora, Bin Laden viveva con la `moglie più giovane´. Bin Laden, morto all´età di cinquantatré anni, avrebbe sempre vissuto con la famiglia e i bambini, pertanto non sorprende il fatto che sia riuscito a sopravvivere così a lungo in latitanza. Secondo quanto rivelato da un sua ex guardia del corpo yemenita, Bin Laden si sarebbe sposato almeno quattro volte: la prima moglie era una cugina di origine siriana; la seconda e terza moglie erano donne saudite molto istruite; la quarta moglie era invece una sorta di sposa-bambina dello Yemen che lo avrebbe sposato in Afghanistan negli anni ´90. Secondo la fonte, la moglie siriana e quelle saudite sarebbero rientrate nei loro paesi subito dopo gli attacchi terroristici dell´11 Settembre – in particolare, le due donne saudite avrebbero vissuto nel Regno Unito tagliando ogni contatto con Osama. Quando visitai lo Yemen nel 2007 per condurre alcune ricerche sulla famiglia di Bin Laden, i giornalisti yemeniti mi dissero che la moglie più giovane era tornata nel suo paese e viveva all´epoca nella regione di Tai´zz o di Ibb, città importanti a sud di Sanaa, la capitale. Sembrerebbe a questo punto che la donna avesse poi trovato il modo di recarsi in Pakistan e vivere accanto al marito.

Secondo la mia ipotesi, Bin Laden avrebbe accettato un divorzio informale dalle precedenti moglie motivato dalla separazione involontaria e avrebbe poi sposato una o due donne locali durante la latitanza in Pakistan, forse una figlia presentatagli da uno dei suoi protettori di etnia pashtun. Anche quest´ultima ipotesi sembrerebbe plausibile.
A quanto pare, uno dei suoi figli più adulti sarebbe stato ucciso nel raid. Alcuni erano rientrati in Arabia Saudita, altri invece sarebbero apparsi in alcuni video con il padre, incitando alla guerra. E´probabile che uno di questi figli rivendichi in futuro il ruolo di leader di Al Qaeda.

Il significato della morte di bin Laden per Al Quaeda:
Da un lato: la perdita di un simbolo, del leader alquanto carismatico attorno alla cui sopravvivenza si è costruita la leggenda, è molto importante. Al Qaeda non ha mai pensato ad un eventuale successore. Ora è arrivato il momento di scegliere un nuovo leader. La rete terroristica è stata fondata oltre vent´anni fa, nell´estate del 1988; subito Bin Laden venne nominato amir e Ayaman al-Zawahiri il deputato amir. E´significativo che, nonostante tutti i numeri tre di Al Quaeda siano stati uccisi e vari capi si siano succeduti negli anni sin dall´11 Settembre, Al Qaeda ha mantenuto sempre gli stessi due leader, costantemente, per così tanto tempo. Zawahiri avrebbe problemi di udito e un carattere poco diplomatico. La sua recente `conversazione´ in rete in cui avrebbe risposto ad alcune domande relative alla matrice terroristica di Al Qaeda non è andata a buon fine. Bin Laden era un comunicatore pacato ma molto determinato, a volte incoerente nel proprio modo di pensare. Zawahiri è una figura dogmatica e argomentativa che in passato si sarebbe circondato di colleghi dalla personalità alienante.

Dall´altro lato: Al Qaeda è più che una semplice organizzazione con sede in Pakistan. E´infatti una rete di organizzazioni filo-terroristiche, nonchè un movimento ideologico i cui militanti spesso agiscono indipendentemente dai propri leader. Una delle informazioni più attendibili relative ad Al Qaeda riguarderebbe l´enorme numero di membri in Pakistan, nei territori di confine con l´Afghanistan, che si stima si aggiri attorno alle centinaia di militanti sparsi in tutto l´Afghansitan.

Proprio la settimana scorsa, il governo tedesco ha individuato una cellula di Al Qaeda vicino a Dusseldorf; uno dei membri, di origine marocchina, si sarebbe recato nelle zone di confine tra Pakistan e Afghanistan dove si pensa sia stato addestrato e istruito in merito all´utilizzo di materiale esplosivo da alcuni militanti. La rete di Al Qaeda presente nella penisola arabica, con sede nello Yemen, sarebbe altrettanto potente. Dan Benjamin, il coordiantore della lotta al terrorismo presso il Dipartimento di Stato americano ha rilasciato alcune dichiarazioni al New America la scorsa settimana che tracciano un profilo dettagliato e conciso di Al Qaeda, dei suoi membri attivi in tutto il mondo, delle loro potenzialità e legami interni.

Riguardo la caccia all´uomo:
A pochi giorni dal suo ingresso alla Casa Bianca, il presidente Obama e il direttore dell´agenzia di intelligence americana, Leon Panetta, hanno riorganizzato la squadra di analisti incaricati di trovare Osama Bin Laden. Costoro, almeno due dozzine, hanno lavorato presso la sede della CIA a Langley (Virginia). Alcuni analisti più anziani hanno partecipato ai numerosi tentativi della CIA di catturare Bin Laden sin dagli anni novanta. Altri invece non sono mai stati impiegati in quanto troppo giovani per aver maturato un´esperienza professionale rilevante quando agli inizi Bin Laden era ricercato per essersi sottratto alla legge americana.
Nel condurre le proprie ricerche, gli analisti hanno studiato le varie fasi della lunga caccia all´uomo sul piano internazionale conclusasi con successo, tra queste, le operazioni che hanno portato alla morte del leader del Medellìn Cartel, Pablo Escobar, nel 1993. Gli analisti si sono poi chiesti: da dove sono partite le prime fughe di notizie? Quali sono stati gli indizi chiave che hanno permesso il ritrovamento di Bin Laden e come si è giunti a questi indizi? Hanno quindi cercato d´identificare le `traccie´ lasciate da Osama Bin Laden durante il periodo di latitanza: le prescrizioni mediche e i farmaci che acquistava, le abitudini, spese o movimenti che gli permettevano di continuare la sua fuga.

Gli analisti di Langley sono state le menti più esperte in questa caccia all´uomo. Altre unità simili, al Commando Centrale di Tampa e all´International Security Assistance Force di Kabul, hanno indivuato possibili campi di battaglia, spie e analizzato i legami tra terroristi, i corrieri e alcuni raccolto dati sul campo. Anche alcuni detenuti in Iraq, Afghanistan, a Guantanamo e nelle basi CIA hanno contribuito alla raccolta delle informazioni. Sembrerebbe che le prime fughe di notizie siano emerse anni fà durante gli interrogatori ad alcuni detenuti; non è chiaro ancora come o in che modo siano state ricavate le informazioni relative al corriere che avrebbe consentito di scovare il compound di Abbottabad.

Oltre oceano, gli ufficiali della CIA operativi presso la sede centrale delle operazioni e la Divisione Attività Speciali – ufficiali dell´intelligence che hanno scovato possibili fonti e raccolto informazioni, assieme a paramilitari armati – hanno condotto alcune ricerche per individuare tutti i possibili informatori in Pakistan e Afghanistan. Unità interne al Comando Operazioni Speciali dell´Esercito, tra cui la Navy Seals, Delta e altri gruppi specializzati, hanno contribuito alle indagini. Spesso, il Comando Operazioni Speciali e la CIA hanno unito i propri team operativi in tutto l´Afghanistan, e come il caso Raymon Davis ha dimostrato, anche in Pakistan.

Queste squadre hanno ricercato non solo Bin Laden ma anche altri criminali latitanti legalmente e burocraticamente noti al governo degli Stati Uniti.
Da queste informazioni scopro che erano circa quaranta i soggetti in cima alla lista degli uomini più ricercati del pianeta. E se è vero che ce n´erano quaranta, ora su quella lista ce n´è uno in meno.

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