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ALLARME DELLE ONG: la legislazione afghana potrebbe permettere al governo di gestire direttamente gli shelters (case per donne maltrattate)

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2 Febbraio 2011

Manizha Naderi, Direttrice Esecutiva di WAW (Women for Afghan Women – Donne per le Donne Afghane).

Immagine donne 300x234Il governo dell’Afghanistan ha proposto un disegno di legge che autorizzerebbe il Ministero degli Affari Femminili (MoWA) a controllare direttamente i pochi shelters attualmente esistenti in Afghanistan, tutti gestiti da organizzazioni non governative (ONG). Questi shelters sono finanziati da fondazioni e governi internazionali e nessuno di loro ha mai autorizzato il governo afghano ad assumerne il controllo.

Manizha Naderi, Direttrice Esecutiva di WAW (Women for Afghan Women) ha dichiarato: “Ci riteniamo offese da questo decreto legge che mostra la palese intenzione del governo afghano di fermare il lavoro che le ONG stanno facendo per i diritti delle donne. Abbiamo sempre permesso che il MoWA visitasse periodicamente i nostri centri e i nostri shelters, ma non gli permetteremo di impossessarsene. Il MoWA non è in grado di gestire shelters per le donne. Inoltre, in quanto braccio del governo e da esso dipendente per la sua stessa sopravvivenza, il MoWA manca dell’indipendenza e della volontà di lottare per i diritti delle donne contro un regime estremamente conservatore”.

 

Women for Afghan Women è un’organizzazione ormai radicata in Afghanistan da dieci anni, che gestisce cinque centri per la guida della famiglia. Fornisce avvocati e assistenti sociali per assistere donne e ragazze che sono state sottoposte a violazioni dei diritti umani. Molte utenti di WAW restano con le loro famiglie mentre l’associazione lavora per risolvere i loro casi, ma quelle donne che hanno sofferto di abusi atroci e le cui vite sono in pericolo o che non hanno nessun altro luogo in cui rifugiarsi, vanno a vivere negli shelters segreti di WAW e vengono assistite da consulenti e avvocati. La donna che è stata recentemente lapidata e poi uccisa a colpi di pistola a Kunduz perché si era ribellata ai genitori e voleva sposare il suo fidanzato, è l’esempio di una persona che si sarebbe salvata in uno shelter gestito da una ONG. se gli shelters finiranno sotto il controllo del governo, questi servizi essenziali per le donne cesseranno di esistere. “Questa è l’unica ragione per cui vogliono controllarli”, aggiunge Manizha Naderi. “Altrimenti, perché non aprono loro direttamente degli shelters?”.

WAW si oppone fortemente alle negoziazioni con i talebani. Tutta la storia passata e recente – l’accumulo di minacce e azioni violente contro le donne, la loro opposizione verso la scolarizzazione e l’educazione delle ragazze – mostra con chiarezza che, indipendentemente da ciò che possono firmare o dichiarare durante le negoziazioni, una volta ottenuto il controllo del territorio i talebani non sosterranno certo i diritti delle donne. WAW considera questa sfrontata mossa del MoWA come un tentativo di tranquillizzare i talebani e i membri del governo ultra-conservatori.

Le ONG hanno fatto progressi per quanto riguarda i diritti delle donne in Afghanistan, infatti costituiscono la principale difesa contro la distruzione di questi diritti nel paese. Una volta firmato dal presidente Karzai, questo decreto diverrà immediatamente legge. Chiediamo al popolo afghano, a tutte le organizzazioni afghane e alla comunità internazionale che hanno a cuore i diritti delle donne e la stabilità democratica dell’Afghanistan di condannare e combattere questo oltraggioso decreto.

 

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