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Afghanistan, elicottero Usa abbattuto con missili cinesi?

Enrico Piovesana  –  Peacereporter
Nervosismo a Kabul per le voci secondo cui Karzai vorrebbe imporre lo stato d’emergenza per impedire la rimozione dei parlamentari eletti con i brogli
I talebani sostengono di aver abbattuto l’elicottero militare americano – che trasportava trenta soldati Usa, in gran parte forze speciali dei Navy Seal – con un semplice lanciarazzi, un Rpg. Ma non è da escludere che il‘colpo grosso’ di venerdì sia invece da attribuire al crescente utilizzo, da parte dei guerriglieri afgani, dei più sofisticati missili terra-aria a spalla di fabbricazione cinese Hn-5, l’equivalente dei famosi Stinger americani.
Le armi cinesi che, sempre più numerose, sono in dotazione ai talebani – artiglieria contraerea leggera e pesante, lanciarazzi, mine anticarro e detonatori per Ied – provengono secondo alcuni dalle scorte militare iraniane illecitamente contrabbandate attraverso il confine occidentale afgano, secondo altri invece dai servizi segreti militari del Pakistan, altro paese destinatario dell’export militare cinese. Pechino ha sempre negato ogni responsabilità, rivendicando l’assoluta regolarità delle sue forniture di armamenti verso l’estero.
Se il salto di qualità militare dei talebani, dimostrato dalla loro azione di venerdì, preoccupa i vertici militari della Nato e dell’esercito di Kabul, in questi giorni il mondo politico afgano è in fibrillazione per ben altre questioni. Il presidente Hamid Karzai, secondo voci di palazzo sempre più insistenti, sarebbe infatti sul punto di proclamare lo stato d’emergenza per risolvere il duro braccio di ferro in corso con il parlamento da oltre un mese.
A fine giugno il Tribunale elettorale speciale (Sec) che per mesi ha indagato sui massicci brogli avvenuti alle elezioni parlamentari del 18 settembre 2010 ha emesso il suo verdetto finale, ordinando il decadimento dalla carica per un quarto dei membri eletti alla Wolesi Jirga (62 deputati su 249, quasi tutti sostenitori di Karzai). Il presidente non l’ha presa affatto bene, accusando il Tribunale di indebita interferenza politica e rifiutandosi di dare corso alla sua decisione.
Secondo l’articolo 64 della Costituzione afgana, il presidente può dichiarare lo stato d’emergenza solo previa autorizzazione del parlamento, ma per evitare sorprese Karzai sembrerebbe deciso a forzare la mano, saltando il passaggio in parlamento. Uno scenario che potrebbe scatenare un pericoloso scontro politico e istituzionale. “Se Karzai dovesse veramente dichiarare lo stato d’emergenza, farà la fine dell’ex presidente egiziano Mubarak”, ha minacciato Baktash Siawash, popolare deputato dell’opposizione, ex presentatore di Tolo Tv.

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