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Sondaggi delle Nazioni Unite sull’enorme livello di corruzione in Afghanistan

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Donne AfghaneFonte: BBC News
Le Nazioni Unite affermano che la corruzione sta ritardando lo sviluppo dell’Afghanistan.
Secondo un report delle Nazioni Unite, negli ultimi 12 mesi gli Afghani hanno pagato 2.5 miliardi di dollari in tangenti, l’equivalente di quasi un quarto di legittimo GDP.

Secondo un sondaggio rivolto a 7.600 persone, circa il 60% di queste risulta più preoccupato per la corruzione che per l’insicurezza o per la disoccupazione.

Il report aggiunge che durante l’ultimo anno più della metà della popolazione ha dovuto pagare almeno una tangente a un funzionario pubblico. Tutto ciò è in netto contrasto con un recente sondaggio della BBC, secondo cui l’economia sembra essere la massima preoccupazione della popolazione afghana.

Il sondaggio promosso in dicembre dalla BBC e da altri media radio-televisivi afferma che solo il 14% degli Afghani considera la corruzione come il problema maggiore. Il 34% dichiarerebbe di essere più preoccupato per l’economia e il 32% per la sicurezza.

Al contrario, secondo il sondaggio delle Nazioni Unite la media di ogni tangente è di circa $ 160, tenendo conto che l’entrata media annuale afghana è di $ 425.

La maggior parte delle tangenti viene pagata alla polizia, ai giudici e ai politici, ma anche i componenti di organizzazioni internazionali e di ONG sono considerati corrotti.

 

VALORE MEDIO IN $ DI TENGENTI VERSATE A FUNZIONARI PUBBLICI

Afghan corruption

Antonio Maria Costa, responsabile dell’Ufficio delle Nazioni Unite Crimini e Droghe (UNODC), afferma che la corruzione in Afghanistan ha contribuito al traffico di droga e al terrorismo.

Il report della UNODC sulla corruzione in Afghanistan si basa su un sondaggio effettuato su 7.600 persone in 12 capoluoghi di provincia e in più di 1.600 villaggi sparsi in tutto l’Afghanistan.

Il sondaggio della BBC, anch’esso effettuato in tutta la nazione, si basa su un numero inferiore di persone (1.534).

Richieste esplicite

Secondo il sondaggio delle Nazione Unite, il 59% degli Afghani afferma che la propria esperienza quotidiana di disonestà pubblica costituisce una preoccupazione più grande dell’insicurezza (54%) o della disoccupazione (52%).

Nel 56% dei casi c’è un’esplicita richiesta di pagamento illecito da parte del ricevente. In tre casi su quattro le tangenti vengono pagate in contanti.

Uno su quattro degli Afghani intervistati ha dovuto pagare almeno una tangente alla polizia e ai funzionari locali durante il periodo del sondaggio, mentre un numero che va dal 10% al 20% ha pagato tangenti anche a giudici, pubblici ministeri o membri del governo.

“Gli Afghani dicono che è impossibile ottenere un servizio pubblico senza pagare una tangente”, afferma il Sig. Costa, e aggiunge: “La corruzione è una tassa esorbitante per una popolazione che è già fra le più povere del mondo”.

“Perversa e crescente”

Un’altra scoperta di questo sondaggio è che almeno uno su tre Afghani è convinto che la corruzione sia la norma.

Solo il 9% della popolazione urbana ha denunciato un atto di corruzione alle autorità.

Il 54% degli Afghani ha anche la percezione che le organizzazioni internazionali e le ONG siano corrotte e “si trovino nel Paese solo per arricchirsi”.

L’UNODC afferma che questa percezione rischia di minare l’efficacia degli aiuti e di screditare anche coloro che realmente stanno cercando di aiutare un Paese che ha un disperato bisogno di assistenza.

Il Sig. Costa ha notato l’emergere di “una nuova casta di individui ricchi e potenti, che operano al di fuori delle tradizionali strutture tribali e di potere e portano il costo dei favori e della legalità a livelli non compatibili con la natura sottosviluppata del Paese”.

“La corruzione criminale è diventata monumentale e perversa ed è in costante crescita, con conseguenze politiche, economiche e di sicurezza”.

Ha espresso la sua preoccupazione che la mancanza di fiducia nelle autorità afghane – emersa dal sondaggio – permetta che i Talebani esercitino una pressione “con forme sempre più violente di punizione… slealmente attraenti”.

“E’ tempo di drenare la palude della corruzione in Afghanistan, facendo in modo che i soldi e la fiducia non finiscano più in un buco nero” conclude il responsabile dell’UNODC.

“La corruzione è l’impedimento più grande al miglioramento della sicurezza, dello sviluppo e di un buon governo in Afghanistan”.

Afghans ‘paid $2.5bn in bribes’

19/1/2010

Afghans paid $2.5bn (£1.5bn) in bribes over the past 12 months, or the equivalent of almost one quarter of legitimate GDP, a UN report suggests.

Surveying 7,600 people, it found nearly 60% more concerned about corruption than insecurity or unemployment.

More than half the population had to pay at least one bribe to a public official last year, the report adds.

The findings contrast sharply with a recent BBC survey in which the economy appeared to top Afghan concerns.

“ It’s time… to stop money and trust disappearing down a big black hole ”
Antonio Maria Costa head of the UN Office on Drugs and Crime

The survey commissioned by the BBC and other broadcasters in December suggested that fewer Afghans (14%) saw corruption as the biggest problem than the economy (34%) and security situation (32%).

According to the UN survey, bribes averaged $160 (£98) in contrast to an average Afghan annual income of $425.

Bribes were most often paid to police, judges and politicians but members of international organisations and NGOs were also seen as corrupt, the survey said.

Antonio Maria Costa, head of the UN Office on Drugs and Crime (UNODC), said corruption was contributing to drug-trafficking and terrorism in Afghanistan.

The UNODC said its report, Corruption in Afghanistan, was based on interviews with 7,600 people in 12 provincial capitals and more than 1,600 villages around Afghanistan.

The BBC survey, which was also nationwide, was based on a smaller number of people (1,534).

Explicit demands

According to the UN survey, 59% of Afghans said their daily experience of public dishonesty was a bigger concern than insecurity (54%) or unemployment (52%).

In 56% of cases, the request for illicit payment was an explicit demand by the bribe-taker, it said.

In three out of four cases, bribes were paid in cash.

Around one in four Afghans surveyed had to pay at least one bribe to police and local officials during the survey period while between 10 and 20% had to pay bribes either to judges, prosecutors or members of the government.

“The Afghans say that it is impossible to obtain a public service without paying a bribe,” said Mr Costa.

“Bribery is a crippling tax on people who are already among the world’s poorest,” he added.

‘Perverse and growing’

Another finding of the survey is that at least one in three Afghans believed that corruption was the norm.

Only 9% of the urban population ever reported an act of corruption to the authorities, the survey said.

There was also a perception among 54% of Afghans that international organisations and NGOs were corrupt and “in the country just to get rich”, the survey added.

“This perception risks undermining aid effectiveness and discrediting those trying to help a country desperately in need of assistance,” the UNODC said.

Mr Costa noted the emergence of a “new caste of rich and powerful individuals who operate outside the traditional power/tribal structures and bid the cost of favours and loyalty to levels not compatible with the under-developed nature of the country”.

“Criminal graft has become similarly monumental, perverse and growing and is having political, economic and even security consequences,” he said.

He expressed his concern that the lack of confidence in the Afghan authorities apparent in the survey was making the Taliban’s advocacy of “more violent forms of retribution… treacherously appealing”.

“It’s time to drain the swamp of corruption in Afghanistan, to stop money and trust disappearing down a big black hole,” the UNODC chief concludes.

“Corruption is the biggest impediment to improving security, development and governance in Afghanistan.”

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