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Report sulla situazione dei bambini in Afghanistan

Presentato ufficialmente nel giugno 2010 a New York e a Kabul, il report dell’organismo Watchlist on Children and Armed Conflict (“Osservatorio sui bambini nei paesi in guerra”) offre il quadro più aggiornato della tragica situazione dei bambini in Afghanistan. Se vogliono raggiungere la pace, il governo afgano, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU e la comunità internazionale devono porre la priorità sulla protezione dei bambini e mettere fine all’impunità per coloro che violano i diritti dei bambini.

“Conosco molte famiglie in Afghanistan che hanno paura perfino di lasciare uscire i bambini di casa. Accade così spesso che i bambini restino vittime di attacchi suicidi o altri tipi di attentati che non è considerato sicuro neppure mandarli a scuola o dal medico, negando quindi loro quei diritti che tutti i bambini dovrebbero avere” ha riferito il Direttore di Save the Children per l’Afghanistan, Fazel Jalil, che era presente al lancio del report. “I bambini in Afghanistan stanno soffrendo enormemente e il governo e i suoi partners internazionali devono prendersi le loro responsabilità per proteggerli.”

 

Il report  Setting the Right Priorities: Protecting Children Affected by Armed Conflict in Afghanistan (“Stabilire le giuste priorità: proteggere i bambini che patiscono il conflitto in Afghanistan”) anticipa l’annuale dibattito del Consiglio di Sicurezza sulla situazione dei bambini nei paesi in guerra, sottolineando nelle sue 70 pagine i limiti dell’intervento umanitario e le mancanze dei decisori nazionali e internazionali nel considerare le esigenze e i diritti dei bambini. Secondo il report, i bambini afgani patiscono grandemente il peso della guerra. Nel 2009, più di 1000 bambini sono rimasti uccisi in bombardamenti aerei, attacchi notturni, attentati suicidi, a causa di mine antiuomo o di altre armi esplosive. Nello stesso anno, le agenzie ONU in Afghanistan hanno registrato un numero di attentati contro il sistema dell’istruzione che è il più alto nel mondo, rivolti soprattutto contro scuole, studenti (specialmente ragazze) e insegnanti.

Il report documenta casi di uccisioni o gravi mutilazioni inferte ai bambini, episodi di sradicamenti e spostamenti forzati, attacchi a scuole, stupri e violenze sessuali, recrutamenti forzati di bambini soldato, casi di esposizione al pericolo delle mine antiuomo e altre violazioni.

“Nelle strategie che mirano alla risoluzione del conflitto in Afghanistan, si deve mettere al primo posto la considerazione dei bisogni dei bambini e la necessità di portare davanti alla giustizia coloro che commettono violazioni dei loro diritti” afferma Eva Smets, direttrice di Watchlist on Children and Armed Conflict. “Il successo dei nostri sforzi per portare la pace in Afghanistan dipende dalla nostra capacità di proteggere i bambini di questo paese. Dobbiamo stabilire le giuste priorità!”

Un sommario del report (in inglese) è disponibile a questo link. Il report interno (in inglese) si può scaricare a questo link.

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