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Negoziati Afghanistan, avviate trattative tra governo Karzai e talebani

Repubblica – 6 ottobre 2010

Il Washington Post rivela che sarebbe in corso una accelerazione ad alto livello per giungere a una fine negoziata del conflitto. “Sono molto seri nel voler trovare una via d’uscita”

WASHINGTON – Rappresentanti dei talebani e del governo del presidente Hamid Karzai hanno avviato colloqui segreti ad alto livello per giungere a una fine negoziata del conflitto in Afghanistan. Lo riferisce il Washington Post nella sua edizione online, citando fonti afgane e arabe. I talebani, ha detto una fonte vicina ai negoziati, “sono molto, molto seri nel voler trovare una via di uscita”.

Le fonti del giornale, pur sottolineando il carattere preliminare dei contatti in corso, ritengono che per la prima volta i rappresentanti dei miliziani islamici abbiano un pieno mandato a parlare a nome della Shura (Consiglio) di Quetta e del suo leader, il mullah Mohammad Omar. La Shura di Quetta è quanto resta del governo dei talebani rovesciato dagli americani con l’operazione Enduring Freedom, cominciata il 7 ottobre 2001.

 

I colloqui fanno seguito a incontri ospitati dall’Arabia Saudita e terminati senza esito oltre un anno fa. Omar e altri leader talebani hanno insistito per anni che nessun colloquio di pace sarebbe stato avviato fino al ritiro delle truppe straniere dall’Afghanistan, ma secondo le fonti, la leadership avrebbe cambiato idea perché “sa che sta per essere messa da parte” e intende negoziare per assicurarsi che la propria posizione venga protetta. I negoziati comprendono un accordo per consentire ai leader talebani di far parte del governo, e il ritiro delle forze Usa e Nato.

I negoziati sarebbero anche la conseguenza di un cambiamento di rotta da parte di Washington, che finora
si era dimostratata contraria a questa strategia perché convinta di “poter gestire militarmente” la questione, come hanno riferito fonti europee. Ai colloqui, sempre secondo le fonti, non partecipa il clan degli Haqqani, bersaglio della recente escalation di attacchi con droni Usa nelle aree tribali del Pakistan nordoccidentale.

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