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La Jirga di Pace dice che il governo Afghano deve parlare con gli insorgenti

Jon Boone – Guardian, 4/6/2010
La tre giorni di incontro che ha coinvolto 1.600 delegati si conclude con una serie di raccomandazioni che non hanno peso legale.
I Delegati hanno concluso il dibattito con una richiesta di cessate il fuoco, di rilascio di prigionieri e di inizio del dialogo tra insorgenti e il governo. Altri suggerimenti includono il bando dei programmi televisivi “non islamici”, la rimozione delle prime linee insorgenti dalla black list degli americani e delle Nazioni Unite e la richiesta che i Talebani tronchino i loro rapporti con al-Qaida.
Le raccomandazioni però non hanno nessun peso legale; il governo di Hamid Karzai potrà decidere quali attuare. La risoluzione finale dice solo che il governo “dovrebbe stabilire un quadro per i negoziati con coloro che sono insoddisfatti del governo.
I gruppi di lavoro hanno dichiarato che il dialogo tra Talebani e governo è essenziale, altri hanno detto che gli insorgenti che passano dalla parte del governo dovrebbero usufruire dell’amnistia legale. Le speranze di Karzai che il meeting gli potesse dare un mandato nazionale per iniziare un processo di pace si sono scontrate con il fatto che la maggior parte della opposizione ha scelto di non partecipare.
Abdullah Abdullah, il secondo votato alle elezioni presidenziali, aveva dichiarato che non avrebbe partecipato perché i delegati erano stati scelti dal governo e non erano rappresentativi del Paese.
Anche Abdul Rashid Dostum, il potente signore della guerra Uzbeko delle regioni del Nord, non ha partecipato, così come Haji Mohammad Mohaqeq, il leader della comunità Hazara. Questi tre uomini sono associati a gruppi che hanno combattuto i Talebani negli anni ‘90.
C’è stato anche sconcerto perché gli organizzatori non hanno mantenuto la promessa di eleggere un chairman e invece hanno semplicemente incaricato Burhanuddin Rabbani, il leader Tagico e precedente presidente.
Gli insorgenti attivi non sono stati invitati e i Talebani hanno reso chiaro il proprio rifiuto del meeting sia con dichiarazioni pubbliche che con un attacco suicida.

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