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Report UNAMA: Cresce del 31% il numero delle morti di civili afghani a causa degli attacchi degli insorgenti

UNAMA news, 10 Agosto 2010

Cresce del 31% il numero delle morti di civili afghani a causa degli attacchi degli insorgenti.
Un report delle Nazioni Unite dichiara che il maggior numero di attacchi degli insorgenti ha portato all’aumento del 31% del numero di civili uccisi in Afghanistan nei primi sei mesi del 2010 rispetto allo stesso periodo del 2009.
Il numero totale di vittime civili nei primi sei mesi dell’anno, secondo la sezione Diritti Umani della Missione per l’Assistenza in Afghanistan delle Nazioni Unite (UNAMA), è di 3.268 (1.271 morti e 1.997 feriti).
“Il costo umano di questo conflitto è sfortunatamente in crescita” questa è la dichiarazione di Staffan de Mistura, il rappresentante speciale del Segretariato Generale e capo dell’UNAMA durante una conferenza stampa a Kabul di presentazione del Report del primo semestre sulla Protezione dei Civili nel Conflitto Armato.
Del numero totale di vittime, 2.477 (il 76% del totale delle vittime) sono state attribuite a elementi anti governativi con una crescita del 53% dal 2009, mentre 386 sono state attribuite all’attività delle forze pro-governative (il 12% di tutte le vittime), in decrescita del 30% rispetto al 2009.
Il Report asserisce che il numero di bambini uccisi o feriti è cresciuto del 55%, così come è cresciuto del 6% quello delle donne uccise rispetto allo stesso periodo nello scorso anno.
Mr de Mistura ha dichiarato che “i bambini e le donne afghane portano il sempre più pesante fardello di questo conflitto. Mai come prima d’ora vengono uccisi e feriti nelle loro case e nelle comunità”.

Il Report segnala anche una decrescita del 30% nel numero di vittime attribuite alle forze pro-governative durante il semestre, dato che è conseguente alla decrescita del 64% di morti e feriti causati da attacchi aerei.
UNAMA ha identificato due principali cause che hanno determinato l’aumento degli impatti sui civili nei primi sei mesi del 2010 rispetto al 2009:
In primo luogo, elementi anti-governativi hanno utilizzato un maggior numero di ordigni esplosivi improvvisati e sofisticati in tutto il Paese. Secondariamente, il numero di civili assassinati o giustiziati dalle forze anti governative è cresciuto del 95% e include esecuzioni pubbliche di bambini.
Mr de Mistura ha dichiarato: “Questa modalità intensificata di assassinii ed esecuzioni rafforza la percezione comune dei civili Afghani di essere divenuti sempre più l’obiettivo primario in questo periodo di conflitto”.
Il Report afferma che gli attacchi aerei delle forze ISAF sono rimasti la più nociva tattica usata dalle forze pro-governative, causando 69 delle 233 morti tra i civili nei primi sei mesi del 2010 (31%) e ferendone 45.
Comunque, aggiunge, le morti di civili causate dagli attacchi aerei delle forze pro-governative è decresciuto del 64% dallo stesso periodo nel 2009, riflettendo la crescente adozione della Direttiva Tattica del Luglio 2009 dell’ISAF che regola l’utilizzo di attacchi aerei e altre misure per ridurre le vittime civili.
Il maggior numero di vittime civile si è verificato nel Sud dell’Afghanistan nei primi sei mesi del 2010 con più della metà degli omicidi e delle esecuzioni avvenuti in quell’area.
“Georgette Gagnon, Direttrice della Sezione Diritti Umani di UNAMA ha dichiarato che “il devastante impatto umano di questi eventi sotto linea che dopo nove anni di conflitto le misure per proteggere efficacemente i civili Afghani e per minimizzare l’impatto sui diritti umani di base, sono più urgenti che mai”. “Tutti coloro che sono coinvolti devono far di più per proteggere i civili e assolvere i propri obblighi legali di non attaccarli”.
Il Report elenca un numero di raccomandazioni, fra le quali la richiesta che i Talebani ritirino tutti gli ordini e le dichiarazioni che incitano all’omicidio di civili e cessino l’utilizzo di ordigni esplosivi e di attacchi suicidi.
In più, richiama le forze militari internazionali a una maggior trasparenza delle investigazioni e della rendicontazione sulle vittime civili, così come al mantener e rafforzare le direttive che limitano gli attacchi aerei e l’utilizzo di raid notturni.
Il Governo Afghano, dice il Report, dovrebbe costituire un organo pubblico per coordinare la sua risposta sugli incidenti che coinvolgono civili e la sua interazione con le forze militari internazionali e altri attori chiave, tra gli altri elementi.
Comunicato delle Nazioni Unite – News Centre
PROTECTION OF CIVILIAN IN ARMED CONFLICT

 

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