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Afganopoli in salsa persiana

Peacereporte 25 OTTOBRE 2010

Il capo dello staff di Karzai riceve fondi dall’Iran per tutelarne gli interessi. Da Kabul confermano
Finita la visita ufficiale del presidente afgano Hamid Karzai in Iran, ad agosto scorso, sull’aereo che lo riporta in Afghanistan trova posto anche l’ambasciatore iraniano a Kabul, Feda Hussein Maliki. Prende posto accanto a Umar Daudzai, capo dello staff di Karzai. E gli allunga una borsa piena di soldi.

Il New York Times ricostruisce la vicenda nei minimi dettagli, grazie a una fonte nel governo di Karzai che chiede di restare anonima. Se qualcuno si aspettava una reazione sdegnata del diretto interessato o del presidente afgano si sbaglia, visto che poche ore dopo (alla Bbc) Karzai confemra tutto. ”Sapevo che membri del mio staff ricevevano denaro dall’Iran”, replica un Karzai sereno. ”Fa parte di un processo senza ombre”. Sarà, ma che venga pagato uno dei più stretti collaboratori del presidente per ”tutelare gli interessi iraniani a Kabul” è per lo meno eccentrico nelle relazioni diplomatiche.

 

Karzai rilancia, sottolineando come le borse gonfie di denaro non vanno ritenute una tangente personale a Daudzai, ma bensì un finanziamento a tutto il suo ufficio. ”Tanti paesi ci hanno dato del denaro così, compresi gli Stati Uniti d’America”, ha ribattuto Karzai nella conferenza stampa convocata a Kabul poche ore dopo che il Nyt aveva pubblicato il report.
Quanti soldi? ”Cinque, sei o settecentomila euro, una o due volte l’anno. Un aiuto ufficiale, nulla da nascondere. Lo sapeva anche l’ex presidente Usa George W. Bush ed era grato all’Iran per questo aiuto”.

Soldi per comprare i capi tribali, o per pagare politici afgani o qualche talebano, giusto per essere sicuri di una lealtà che in Afghanistan non ha prezzo. ”Sono sostanzialmente fondi neri della presidenza”, ha confermato una fonte della Nato alla Bbc. La conferenza stampa di Karzai non sarà piaciuta a Teheran, visto che l’ambasciata iraniana a Kabul si era affrettata a definire ”ridicole e insultanti” le rivelazioni dell’articolo del Nyt. ”E’ una manovra per confondere l’opinione pubblica e minare gli ottimi rapporti tra la Repubblica Islamica dell’Iran e l’Afghanistan”. Karzai ha detto esattamente l’opposto, ma si è anche affrettato a dichiarare che lo fanno tutti e a sottolineare come questo sostegno economico non sia il segnale di una crescente influenza iraniana nel suo Paese.

In effetti, per tutti, la notizia pare essere quella della cooperazione di Teheran con Kabul, più che il fatto che un capo di Stato vada in giro con borse piene di dollari per le ”spese del suo ufficio”.
In compenso, dopo il primo invito a una riunione del gruppo di contatto Afghanistan – Pakistan, a Roma qualche settimana fa, adesso emerge che l’importanza del ruolo dell’Iran nel conflitto afgano era dato per scontato a Washington. Per Karzai lo era già, visto che i soldi non hanno odore.

Christian Elia

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