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Afghanistan: il suicidio delle spose bambine e il silenzio del mondo

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Da: Corriere della Sera – 3.12.2012
Per le spose bambine promesse a un parente lontano anche a soli nove anni spesso la morte è l’unica soluzione perché soltanto con un gesto così estremo il patto matrimoniale potrà essere invalidato.

php2EzY63PM 500x359 300x215Lo sapeva bene Nasreen, 18 anni, di Kunduz, che qualche giorno fa  ha preso un fucile da caccia e si è sparata, uccidendosi.  Nasreen non è di certo l’unico esempio. Fatima, 17 anni, di Kabul ha provato a fare lo stesso qualche mese fa ma a lei è andata peggio: è sopravvissuta e, per farsi annullare il fidanzamento,  è dovuta andare in tribunale dove vige la sharia e una ragazza per farsi ascoltare deve avere almeno cinque testimoni a favore, ovviamente maschi. .

Secondo gli organismi umanitari che operano in Afghanistan,  il numero di ragazze che decidono con un gesto estremo di mettere fine a vessazioni famigliari o a matrimoni indesiderati è in aumento.  L’altra alternativa è la fuga, un’opzione che apre le porte del carcere a moltissime donne: secondo Human Rights Watch circa 500 sono attualmente in carcere per aver cercato di sfuggire a un matrimonio forzato o a un marito violento.

E poi, purtroppo, ci sono i feminicidi, molto frequenti in questa parte del mondo.  Tre giorni fa sempre nella provincia di Kunduz un’adolescente di 14 anni, Gisa, è stata decapitata senza pietà per essersi rifiutata di sposarsi. Due uomini, identificati dalla polizia solo come Sadeq e Massoud, sono stati arrestati per l’assassinio della ragazza. Secondo i media afghani, i due sarebbero parenti stretti della famiglia ed entrambi volevano sposare Gisa, ma sia la giovane che il padre avevano ripetutamente respinto le loro proposte. I due l’avrebbero aggredita mentre tornava a casa, dopo essere andata al pozzo per prendere l’acqua. Il suo corpo è stato trovato in un campo nel distretto di Imam Sahib.

Un altro caso che è fatto scalpore è accaduto il mese scorso quando una ventenneè stata decapitata dalla famiglia del marito per essersi rifiutata di prostituirsi, mentre lo scorso  settembre cinque persone sono state arrestate per aver inflitto 100 frustate in pubblico a una 16enne accusata di avere una relazione.

 

Dal 2009, grazie all’entrata in vigore della legge sull’Eliminazione della violenza contro le donne, l’Afghanistan vieta i matrimoni forzati, la pratica di “regalare” una ragazza per risolvere una disputa e altri atti di violenza. Ma per molte la realtà non è cambiata. Secondo i dati dell’organizzazione britannica Oxfam, l’87% delle donne afghane ha riferito di aver subito violenza fisica, sessuale o psicologica.

L’ong Plan denuncia che ogni  10 milioni di bambine nel mondo sono costrette a sposarsi, una ogni tre secondi;  mentre 150 milioni di bambine sotto i 18 anni sono vittime di stupro o altre forme di violenza sessuale. Quando cominceremo ad indignarci davvero?

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